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Nasce la Nuova Banda di Carlino

Molti dei componenti del Centro Culturale “don Riccardo Valentinis”, sia per tradizione familiare, sia per formazione musicale, erano sensibili al problema "banda". Il Presidente dello stesso, nel 1979 inoltrò domanda al Provveditore agli Studi di Udine, tramite la Direzione Didattica, per ottenere la concessione di un Corso di Orientamento Musicale di tipo Bandistico. Con grata sorpresa la domanda venne accolta e venne chiesto di suggerire il nominativo dell'insegnante. Si propose così Luciano Pinatto, di Carlino, studente di Clarinetto al Liceo Musicale di Udine. Le lezioni iniziarono nei primi giorni di novembre del 1979. Gli iscritti furono 28. Al temine del terzo anno ci fu l'esame conclusivo sostenuto davanti ad un'apposita Commissione per il rilascio dell'attestato finale da parte della Direzione Didattica. Iniziò dunque un gran lavoro di riordino degli spartiti e di riparazione degli strumenti e contemporaneamente incominciò la visita ai vecchi suonatori per vedere se erano ancora disponibili a riprendere a suonare. Alcuni aderirono prontamente, altri, per gli impegni e per l'età, non se la sentirono, ma incoraggiarono la ripresa. Alcuni degli allievi acquistarono loro stessi lo strumento musicale, cosicché alla fine del primo anno di corso, dopo tanto solfeggio, quasi tutti iniziarono ad esercitarsi nella tecnica strumentale.

Nell'ottobre 1980, alla ripresa del corso di orientamento musicale, si espresse il desiderio che gli allievi iniziassero a suonare musica d'assieme, perché c'era la paura che si stancassero del solfeggio e della sola tecnica strumentale. Vennero preparati piccoli brani, tratti da musiche famose che venivano proposti a piccoli gruppi, per allettare e lusingare i più bravi. Di parere diverso era Luciano Pinatto, l'insegnante del corso, perché riteneva che i giovani allievi non erano ancora pronti a suonare assieme in pubblico. In effetti, per presentarsi al pubblico di Carlino sarebbe stato necessario preparare un concerto. Non era ancora proprio il caso. Una sera di dicembre nacque l'idea di presentarsi a sorpresa dopo la messa di mezzanotte la notte di Natale, fuori dalla chiesa senza che nessuno lo sapesse per suonare Jingle Bells. Dopo alcune sere di prove intensive Luciano Pinatto, che non era ancora convinto e storceva il naso per l'insicurezza dei suonatori, alla fine disse che non sarebbe venuto a dirigere. I suonatori, neanche una ventina, si presentarono da soli. La notte di Natale era serena e fredda. Nell'ultima prova dopo cena si sentiva ogni tanto ancora qualche stecca e l'ansia dell'attesa era forte. La chiesa era gremita, come tutte le messe di mezzanotte. La consegna del silenzio era stata ferrea e nessuno sapeva nulla. Così i fedeli, uscendo di chiesa, trovarono meravigliati la formazione dei suonatori sugli scalini e pian piano il sagrato si riempi di gente in attesa. Tutti, al vederci, rimandavano il tradizionale scambio di auguri e baci, e aspettavano. Un momento di silenzio, poi le bacchette del tamburo contarono uno... due... tre... quattro... E la musica partì. Alla fine un applauso scrosciante paga la tanta sofferenza e inorgoglisce del successo. Tutti chiedono il bis e i suonatori, in mancanza di altri brani in repertorio, ripetono Jingle che, pur allegro e simpatico, con il suo ritornello risultava un po' monotono e ripetitivo. Fu da allora che il brano viene meglio conosciuto con il nomignolo sinpri chê sinpri chê... All’improvviso il signor Fabrizio Vicentini, arrivò dal fondo della piazza con un carretto addobbato di luci natalizie suonando uno squillante campanaccio. Iniziò a servire vino brûlé bollente a tutto il pubblico intirizzito, al quale i suonatori si unirono volentieri, dopo il "rompete le righe", per raccogliere congratulazioni, auguri, complimenti, braos, ze biele sorprese, ze biele gnot di Nadâl... Da quel momento la tradizione degli auguri di Buon Natale e vin Brûlè continua sino ad oggi, e il concertino natalizio è affidato alla Banda Giovanile.

Iniziò così l'avventura della "nuova" banda, che fu seguita dal Centro Culturale "don Riccardo Valentinis" fino al 1986, quando si costituì ufficialmente con il nome di "Nuova Banda di Carlino".

Una nuova avventura è ormai iniziata. Un'avventura che vede l'entusiasmo dei giovani suonatori contemperarsi con l'esperienza di "vecchi suonatori" e la novità "gentile" rappresentata dalla presenza femminile che irrompe numerosa in un'attività, quella bandistica, storicamente riservata agli uomini.

La Nuova Banda di Carlino inizia a consolidare la propria attività presenziando alle principali festività del paese: feste religiose  e ricorrenze civili. Viene riproposto inoltre anche il saluto augurale di Capodanno in piazza a Carlino, a S. Gervasio e nella zona confinaria tra Carlino e Marano Lagunare. La Nuova Banda tiene pure un breve concerto nella sala parrocchiale per il carnevale del 1981 e l'8 dicembre dello stesso anno partecipa alla festa del paese per l'accoglienza del nuovo parroco don Carlo Polonia.

Il 27 giugno 1982 fa la sua "prima uscita" fuori paese invitata alla Rassegna bandistica organizzata dal Corpo Bandistico "N. Pastorutti" di Manzano. Comincia così a farsi conoscere nei paesi vicini e dal 1983 sempre più frequenti sono le esibizioni in diversi paesi del nostro Friuli. Dalla sua nascita la Nuova Banda di Carlino ha il suo maestro nella persona di Luciano Pinatto, componente di quello sparuto gruppo di appassionati e creativi che danno vita alla nuova esperienza culturale in paese, ma dopo i primi anni egli decide di lasciare l'esperienza del podio e nell'agosto del 1983 l'incarico della direzione bandistica viene affidato a Severino Filippo che lo manterrà fino all'estate del 1984. Dopo aver contattato il M.o Vasco Nazzi, già direttore della banda di Palmanova, l'incarico viene affidato nel mese di ottobre al maestro Antonio Cati, già direttore del complesso bandistico di Cervignano del Friuli. La Nuova Banda di Carlino si costituisce come attività interna al Circolo Culturale Don Riccardo Valentinis e mantiene la sede del circolo stesso, presso la sala parrocchiale di Carlino. Dopo i primi due anni di attività gestita quasi esclusivamente da Luciano Pinatto e Diego Navarria, con piccole suddivisioni dei compiti tra i componenti del gruppo, la Nuova Banda di Carlino aveva eletto il suo primo Consiglio Direttivo staccato dal direttivo del Centro Culturale "don Riccardo Valentinis", che peraltro in quel periodo aveva incentrato la propria attività sulla scuola di musica ad orientamento bandistico. Si deve arrivare fino al 1986 perché la Nuova Banda di Carlino decida di costituirsi come associazione autonoma ed elegga il suo primo consiglio direttivo legalmente riconosciuto.

E' il 30 gennaio 1986 quando il direttivo in carica si presenta davanti al notaio avvocato Ludovico Ponton nello studio di San Giorgio di Nogaro per la firma dell'Atto Costitutivo e dello Statuto.

 

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